
Si chiude un altro anno ancora e sempre all’insegna di notizie tristi per il mondo dell’auto.
Come ormai è noto a tutti, il 2024, è stato l’anno della chiusura definitiva dello storico Salone di Ginevra che per decenni ha attirato milioni di appassionati mettendo in mostra le auto di tutto il mondo e facendo sognare intere generazioni. Basta, tutto finito e chiuso per sempre: l’ultima edizione è stata appannaggio di costruttori e improbabili marchi cinesi che hanno fatto decidere al comitato organizzatore che fosse proprio giunto il momento di chiudere definitivamente il sipario.
Sempre più auto elettriche nel nostro (?) futuro: sembra che davvero sia stata dichiarata una guerra aperta ai motori termici che, invece, hanno ancora tanto da dare al mondo del trasporto, soprattutto se pensiamo all’immininente debutto della normativa EURO 7, assolutamente green negli intenti e nelle messe in opera.
Ma lo sappiamo i governi prendono i soldi dalla Cina per spingere sulla trazione elettrica, una grande bufala che ormai è sulla bocca di tutti.
Alla fine dell’estate c’è stata una dichiarazione ufficiale da parte di molti operatori che hanno dichiarato apertamente che “l’elettrico non lo vuole nessuno”… Nonostante ciò, numeri alla mano, alcune case hanno i magazzini pieni di modelli invenduti (avete mai fatto una visita ai concessionari Porsche?) che finiranno per essere distrutti poiché è impensabile venderli sottocosto, soprattutto per una questione d’immagine.
Parlando proprio di Porsche viene spontaneo pensare se, a Stoccarda, non si siano bevuti completamente il cervello con la loro pianificazione di produzione elettrica a tutto spiano: ormai resta solo la 911 davvero in produzione con i motori termici. La Cayenne, altra superstite, è stata recentemente annunciata in versione solo elettrica a partire dal prossimo anno.
C’erano due modelli che andavano fortissimo nelle vendite e che rappresentavano l’entry level del marchio: Boxster e Cayman ma anche loro sono ormai disponibili solo in versione elettrica.
C’è da domandarsi come pensano di realizzare i fatturati precedenti con questa scelta commerciale. Evidentemente sono sicuri che tutti i fedeli porschisti correranno a far la fila per ordinare le loro auto a batteria.
Mi vien da ridere pensando a quello sfortunato acquirente di Taycan Turbo S che non riuscendo a fare Milano-Torino-Milano con una sola carica si arrabbiò tantissimo maledicendo il giorno in cui gli era venuto in mente di comprarsi una Porsche elettrica…
La domanda che mi viene spontanea è sempre quella: ma, ammesso che tutti dovessimo avere un’auto elettrica e che il dio delle colonnine di ricarica avesse provveduto a darcene in quantità, qualcuno è in grado di spiegarmi dove andremmo a prendere tutta la corrente necessaria a ricaricare l’intero parco auto circolante?
Sento un silenzio assordante dalle istituzioni e dai sindaci, specialmente quelli leftish-green di Milano e simili…
Stiamo aspettando da un momento all'altro che Beppe Sala, il sindaco oltranzista di Milano, adotti la stessa politica della sua omologa collega di Parigi che ha triplicato le tariffe di parcheggio per i SUV in città portandola a 12 o a 18 euro l'ora (secondo la stazza). Ovviamente anche le zone a traffico limitato o con velocità massima di 30 km all'ora sono state ampliate a dismisura. Dopo aver massacrato le principali arterie della città riducendole a stradine strette per far posto alle inutili piste ciclabili (che se avete modo di guardare attentamente sono perennemente vuote) e l'Area C a 7,50 euro per ingresso (con proposta di mantenerla attiva 24/7 anche nei fine settimana) ci mancherebbe solo una novità del genere... Ma andiamo oltre.
Verso la fine dell’anno un’altra notizia bomba: l’AD di Stellantis (leggi Fiat, Citroen Peugeot ma anche Alfa Romeo, Lancia e Maserati) che aveva un contratto da 37 milioni di Euro l’anno in scadenza a fine 2026 è stato invitato a lasciare la guida del gruppo dopo che questo, negli ultimi dodici mesi, ha dimezzato il valore delle azioni del Gruppo in borsa. A parte pensare che un qualsiasi buon manager avrebbe fatto meglio di costui (non ci voleva molto) ma quello che quel signore ha fatto è stato venire in parlamento da noi, inteso come Italia, col cappello in mano chiedendo soldi per non chiudere degli impianti produttivi nel nostro Paese. Come tutti sapranno, storicamente, l’Italia è sempre stato terreno di conquista e ancora oggi non fa eccezione: infatti, guarda caso, nel consiglio di amministrazione di Stellanti siede il Governo Francese, ergo è impossibile andare a fare tagli in casa del padrone, no?
C’è poi il nuovo Codice della strada: morale della favola? Multe salatissime a partire da chi sfora di 10 kmh la velocità indicata: prezzo minimo da pagare 800 Euro. Secondo noi è qualcosa di anticostituzionale oltre che di oltraggioso per la dignità dell’uomo automobilista. Sappiamo tutti che ormai i sistemi di controllo della velocità sono uno strumento di repressione e di cassa per i Comuni ma nessuno dice niente. Pensate che solo nel 2023 abbiamo pagato 1,535 miliardi in sanzioni stradali, il 6,5% in più rispetto all'anno recedente e circa il 25% in più rispetto al 2019.
Picchi massimi di questa follia sono Firenze (con un incasso di quasi 72 milioni di Euro nel 2023) e, guarda caso, Milano che con l'aggiunta di due soli autovelox ha incrementato gli incassi di oltre 10 milioni.
Una chicca: l'Italia è il paese al mondo che fa più (ab)uso dei sistemi di rilevazione della velocità: pensate che nell'intero Paese ce ne sono ben 11.152 che fruttano ai Comuni, come si diceva prima, oltre 1,5 miliardi di Euro. Non credo ci sia bisogno di ulteriori commenti.
Il nuovo codice prevede inoltre che non possano essere installati più autovelox entro certe distanze uno dall'altro (che vanno dai 500 metri nei centri urbani fino ai 7 km nelle strade extraurbane) ma resta ancora irrisolto il problema dei sistemi installati e utilizzati pur non essendo omologati: qualcuno dice che nel corso del nuovo anno ci sarà una moratoria anche su questo punto. Chissà.
Conclusione di fine anno siamo comunque tutti più poveri, anche a causa delle sanzioni pagate per l'utilizzo dell'auto.
Pessima notizia infine è la carica del signor Tesla (sì, quelle auto elettriche che quando prendono fuoco non si riesce più a spegnere) all’interno del prossimo governo americano perché significherà, ancora una volta, una forte pressione sul mondo dell’auto per la transizione verso l’elettrico, senza se e senza ma.
D’altra parte anche la responsabile green del parlamento europeo, messa davanti ai numeri che inchiodano la data del 2035 come la morte del motore endotermico come impossibile, ha detto a chiare lettere che la data è quella e nessuno la può cambiare perché il mondo ha bisogno di aria nuova e pulita.
Sì, quella che spazza via in un colpo questi minus habens che stanno davvero rovinando completamente il mondo dell’auto, senza considerare tutti coloro che ci lavorano e l’enorme indotto che questo fa andare avanti.
Avrei voglia di parlare ancora della tassa di proprietà, quello storico "bollo" che ci portiamo dietro da sempre e che ci rende la barzelletta dell'Europa ma ora sono davvero troppo provato e quindi rimando alle prossime occasioni... Per ora non mi resta che augurare un buon anno (elettrico) a tutti!
Ezio Rotamartir
