
Ha riaperto quest'anno i battenti lo storico ed entusiasmante Salone dell'Automobile di Ginevra dopo anni di subbuglio e un'apparizione, una super-marchetta, lo scorso anno niente po' po' di meno che in Qatar...
Il nostro titolo vuole essere decisamente provocatorio visto l'andamento stesso dell'esposizione a cui, un tempo, nessuna casa si guardava bene dal non essere presente, al contrario di quanto è avvenuto quest'anno. Soli 29 espositori e tutte le maggiori marche assenti. Non ci credete? Ecco l'elenco di chi ha voluto esserci, in rigoroso ordine alfabetico:
Automobile Club de Suisse (ACS), Assura, Auto-i-DAT, Beeway, BYD, Caresoft Global, Classics Legends Motor, DAB Motors, Dacia, Erre Erre Fuoriserie, Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), Formula 1 Merchandising, GP Motorsport, Isuzu, Kimera Automobili, Lazareth, Legends Magazine, Lucid, Martin Engler, MG Motors, Microlino,Pininfarina, Race World, Renault, Shenzer, Silence, Swiss Racing Lab, Touring Club Suisse e Totem Automobili.
Se togliamo le presenza istituzionali (ACS, Touring Club, FIA, F1 e GP) e le pubblicazioni motoristiche (2) i veri espositori restano in 22, la maggior parte cinesi. Da qui il titolo.
E il peggio deve ancora venire: a seguito di questo sconcertante risultato la Fondazione "Comité permanent du Salon international de l'Automobile", proprietaria del marchio e del format, ha deciso che quello del 2024 sarà stato l'ultimo Salone dell'auto. Davvero una grande tristezza se ci pensiamo ma, effettivamente, non c'era altra strada da intraprendere.

Novità presentate? La Renault 5 elettrica e una Dacia fuoristrada un po' bizzarra poi solo "roba" cinese, prevalentemente elettrica: d'altra parte le dovranno pur smaltire tutte le batterie che costruiscono...
Il Salone, per accedere al quale bisognava mettere mano pesantemente al portafogli con i quasi 100 euro del biglietto VIP del primo giorno per passare ai quasi 30 dei giorni normali – dal 27 febbraio al 3 marzo, quest'anno era suddiviso in quattro macro aree e zone tematiche:
Adrenaline Zone: dove erano esposte le hypercar, le auto in edizione limitata o addirittura esemplari unici.
Design District: qui trovavano posto i carrozzieri con i loro progetti speciali di grande design.
Mobility Lab: spazio dedicato al modo in cui l'auto sta modificando se stessa al fine di essere al passo con una mobilità globale che cambia.
Next World: uno spazio, creato in collaborazione con Polyphony Digital, la software house creatrice del famosissimo gioco per Playstation Gran Turismo, dove si poteva giocare e guidare su tantissimi tracciati sparsi per il mondo, grazie a tutta una serie di simulatori.
Voi avreste pagato volentieri il biglietto, considerato anche il costo di benzina, autostrade e vignetta svizzera da oltre 40 euro, per vedere una quantità infinita di cineserie mal copiate da auto europee di grande fama? BYD, marchio ormaipresente anche in Italia, ha presentato una copia della Land Rover Discovery e un'altra della berlina di Tesla. Il marchio Lucid ha messo in mostra una sportiva da 1250 cavalli e 330 all'ora per un prezzuccio di un quarto di milione di euro.

Poi è stato ilmomento di alcuni nostalgici della Kimera Automobili che hanno "riproposto" la Lancia 037, chiamandola 038 EVO (foto di apertura), spinta da un motore da 600 CV e con la trazione integrale, oppure da chi, come Totem Automobili, ha pensato di costruire una vecchia Giulietta GT, chiamandola GTam, con un V6 da oltre 800 CV e oltre unmilione di euro di cartellino. A chiusura sono arrivati anche quelli di Erre Erre Fuoriserie con la loro Giulia Fuoriserie, costruita sulla base della attuale Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio: questa era talmente brutta che abbiamo preferito non mostrarvela in foto...
Insomma tutto decisamente insufficiente.
È proprio finita un'epoca e così anche lo storico e centenario Salone di Ginevra (o GIMS, Geneve International Motor Show) chiude definitivamente i battenti. È stato bello fino a che è durato, almeno fino all'edizione di cinque o sei anni fa: ora rimane solo un ricordo per molti che hanno avuto la fortuna di visitarlo quando era al massi mo del suo splendore.
Chissà magari i cinesi si compreranno il marchio e continueranno a farlo vivere tra Pechino e Shanghai. Chissà...
