user_mobilelogo

Abbiamo appena parlato nella sezione Moto di un marchio storico (Ducati) passato in mani tedesche che già ci ritroviamo a farlo anche con un'auto: entrambe sono passati in mano ad Audi e hanno tutti e due origini nella stessa terra emiliana. Ovviamente parliamo di Lamborghini, casa della mitica Miura e dei poderosi trattori del signor Ferruccio che, indispettito dal successo delle auto della vicina Maranello, decise di iniziare – per nostra fortuna – a costruirne di sue. All'inizio non fu proprio tutto rose e fiori ma col tempo le sue vetture si guadagnarono la fama di sportive di qualità e prestazioni. Col tempo arrivarono delle supercar come la Countach e poi una lenta discesa fino all'arrivo dei denari teutonici e la rivincita, in tutti i sensi, sul mercato mondiale. Tra gli ultimi modelli presentati c'è la Huracán, erede della Gallardo e già disponibile nelle versioni Coupé RWD e AWD, che oggi incontriamo nella versione Spyder e con la sola trazione posteriore, un'eccezione di questi tempi di supercar integrali.

Dopo una brevissima apparizione abbiamo dovuto aspettare ancora un po' prima che la nuova "esperienza semovente" di Bugatti facesse la sua vera apparizione. Il nome Chiron (pronuncia francese sciron ma per molti anglofoni è ancora cairon) arriva dalla mitologia greca dove impersonava un centauro vecchio e saggio che fu, si narra, addirittura un maestro del pelide Achille. Interessante la ricerca da parte di Bugatti ma quello che più stupisce è stata la capacità immediata di far scomparire all'istante l'altro fenomeno di casa, la Veyron, forse la prima vera hypercar della storia.
Infatti la Chiron è non solo estrema e più potente della sorella maggiore ma sembra uscita da un concetto di auto decisamente più avanti nel tempo. Saranno le linee più filanti, sottolineate dai gruppi ottici anteriori e posteriori, le grandi C che caratterizzano le fiancate dell'auto nascondendo le poderose prese d'aria oppure l'aspetto più largo e basso ma la Chiron ha sorpreso tutti e ci ha ammaliati da subito.

 

Gamma Porsche Panamera Executive

Al Salone di Los Angeles, in programma dal 18 al 27 Novembre, Porsche punta i riflettori sull’ultima evoluzione della Panamera. Entro l’anno celebrano la loro anteprima mondiale quattro modelli Executive: Panamera Turbo Executive (404 kW/550 CV), Panamera 4S Executive (324 kW/440 CV), Panamera 4 E-Hybrid Executive (340 kW/462 CV) e Panamera 4 Executive (243 kW/330 CV). Una novità riguarda la motorizzazione base della quattro porte. Il nuovo motore turbo V6 da 3,0 litri viene adottato sia nella Panamera 4 Executive sia nella Panamera a trazione posteriore e nella Panamera 4 a trazione integrale e rappresenta la new entry nella classe Gran Turismo. Inoltre, con la vettura sportiva 911 RSR, Porsche presenta un’altra novità mondiale che l’anno prossimo andrà a caccia del titolo nelle competizioni internazionali.

 

La nuova 911 RSR rappresenta una decisa evoluzione: telaio, struttura della carrozzeria, concetto aerodinamico, motore e cambio sono stati completamente riprogettati. Il nuovo motore ha permesso agli ingegneri di installare un diffusore posteriore particolarmente generoso (e vistoso) che, in combinazione con uno spoiler posteriore montato in alto e ispirato alla vettura da corsa LMP1, la 919 Hybrid, ha notevolmente migliorato il livello di deportanza e di efficienza aerodinamica.